martedì 12 maggio 2026

Note da "Dal dolore alla violenza. Le origini traumatiche dell'aggressività" di Felicity de Zulueta


«I ricercatori sono giunti a comprendere quanto gli esseri umani siano indispensabili gli uni agli altri. Il trauma è infatti stato definito come "improvvisa interruzione dell'interazione umana" (Lindemann, 1944). »

«Moltissimi lavori sottolineano inevitabilmente lo stesso fatto:  l'essere umano è per natura un animale socialmente cooperativo. Ciò ha permesso a Bowlby di concludere: "I piccoli dell'uomo  [. . ]  sono preprogrammati per svilupparsi in modo socialmente cooperativo, che poi lo facciano o meno dipende in grande misura da come vengono trattati" (Bowlby, 1988, p. 8). »

«L'essenza della nostra  umanità sta nel fatto che investiamo di significato tutte le nostre esperienze, e che il modo in cui interpretiamo le esperienze ha un effetto diretto sul modo in cui reagiamo al trauma.»

«Studi sui primati e sugli esseri umani dimostrano che la più efficace trasmissione di valori culturali awiene attraverso il sistema di attaccamento tra  il piccolo e i suoi caregivers.  Ciò è evidenziato con la massima chiarezza nei lavori che mostrano gli effetti traumatici delle punizioni corporali e le implicazioni di una forma così diffusa di socializzazione rispetto alla violenza sociale (capitolo XII). »

«È la disumanizzazione dell'altro che sta alle radici di tutta la violenza umana, una disumanizzazione che sfortunatamente pare quasi fare parte dello sviluppo della differenziazione dei ruoli sessuali visto nelle culture patriarcali.»

«Rendendo la madre "meno che umana", i maschi diventano uomini a spese dell"'altro": questo tipo di sistema culturale ha come conseguenza sfruttamento, abuso, razzismo e violenza»

«Per qualcuno il terrore e il dolore dell'infanzia non riescono a sparire. Benché apparentemente dimenticata, l'esperienza della crudeltà o dell'indifferenza dei genitori è stata interiorizzata  sotto forma  di rappresentazioni mentali  che  persistono nella loro mente anche se in uno stato inconscio. Spesso queste esperienze traumatiche sono riattivate dalle urla e dalle lacrime dei propri bambini, pur continuando a rimanere inconsapevoli. I genitori riconoscono se stessi da bambini nella sofferenza dei figli, nel loro bisogno disperato di essere consolati e contenuti. Ma intrecciato con il ricordo di questi bisogni c'è quell'altro orribile ricordo d'essere  stati  rifiutati  ed  essersi  sentiti  cattivi,  indesiderati.  Questi sentimenti erano così intollerabili da dover essere dimenticati. Ora che sono stati riattivati, come possono essere affrontati? »

«Una giovane madre single tiene in braccio la figlia che piange; si sente sconfortata e realizza che ancora una volta non c'è nessuno che la sostenga, che la faccia sentire meglio.  Senza che se ne renda conto, la bambina è diventata la fonte del suo antico dolore, vissuto una volta di più. Deve fermare questo dolore, che si è trasformato ora nella figlia che urla. Ma non può più riconoscerla come sua figlia. Questa madre è tornata al tormento della propria infanzia: la bambina è ora la sua aguzzina e la ferisce. Le urla di bisogno della piccola fanno sentire cattiva e inutile la giovane  donna,  che ora non può più vedere davanti a sé la propria bambina, perché quest'ultima è divenuta il  "mostro"  che lei stessa un tempo è stata, che doveva essere controllato e modellato a forza di botte. »

«Gli ricordai come poco prima nel colloquio avesse chiaramente dovuto aggrapparsi a un ricordo molto idealizzato della madre, definendola "un angelo". Benché fossi d'accordo con lui che la malattia non potesse essere certo considerata una colpa, gli suggerii che da bambino avesse sentito di avere avuto così poco dalla madre da averne sofferto tantissimo. »

«prima di diventare un vittimizzatore il signor Brown era stato una vittima dell'inadeguatezza dei suoi genitori.» 

«non tutti i bambini abusati riproducono poi questo pattern con i propri figli (Egeland, Jacobvitz, Papatola,  1987, p. 270).»

«Questo fenomeno di "proiezione" è una difesa comune utilizzata dalle vittime di trauma. Esso consiste nel fatto che sentimenti che non possiamo ammettere, solitamente associati a esperienze dolorose, vengono "rimossi" nel nostro inconscio come ricordi che possono successivamente venire risperimentati quando proiettati sugli altri. »

«Nell'occuparsi della violenza si deve perciò considerare quel comportamento che non si limita a danneggiare le persone, ma le oltraggia o le viola come esseri umani. Nel concetto di violenza è infatti implicito l'assunto che agli esseri umani sia dovuto un certo rispetto. È per questo motivo che la pietra angolare di tutte le persecuzioni e di tutti gli stermini è lo stabilirsi di un sistema di teorie che sancisce che l'altro è essenzialmente meno umano e perciò inutile, da buttare via, o pericoloso.»  

«Uno psicoanalista scozzese, Ronald Fairbairn, chiamò acutamente "difesa morale" il bisogno difensivo di sentirsi colpevoli di fronte al trauma.» 

«Accusando se stessa per quanto è accaduto, la vittima ottiene un certo senso di controllo sulla sua vita, invece di sentirsi totalmente impotente»

«quando un sistema di convinzioni è alla base dello stile di vita di un gruppo sociale, è sempre difficile per i suoi membri considerarlo·con obiettività. »

«Mourning si riferisce ad atti che esprimono il dolore, che prende forma attraverso le usanze proprie di una particolare cultura; è un dovere imposto dal gruppo. Bereavement è relativo alla situazione oggettiva dell'individuo che ha recentemente sperimentato la perdita,  dovuta alla morte, di una persona significativa: è perciò la causa del dolore e del lutto. »

«Per Harlow l'amore è definito come sentimento di affetto nei confronti degli altri. Egli sostiene che ci siano almeno cinque tipi fondamentali di amore:  "Essi sono: l'amore materno per il bambino, l'amore del bambino per la madre, l'amore per i pari o per i coetanei, l'amore eterosessuale e l'amore paterno". E aggiunge poi che "qualsiasi comportamento complesso, come quelli che caratterizzano ognuno dei cinque sistemi di amore, è prodotto e mantenuto da variabili multiple. Per la maggior parte esse sono una combinazione e integrazione di fattori primari non appresi e soprattutto di fattori appresi"  (Harlow,  1974, p. VIII). "Perché ogni successivo sistema di sviluppo si possa evolvere adeguatamente", egli prosegue, "il sistema o i sistemi precedenti devono essere stati sperimentati in modo soddisfacente (1974, pp. IX-X). »

«Anche quando sono a scuola, i bambini della scuola materna sembrano sviluppare ritmi circadiani sincronizzati, che si trasformano in quelli dei genitori durante i fine settimana o le vacanze. Sembra perciò che quando i bambini interagiscono frequentemente si sintonizzano anche con i comportamenti e i ritmi fisiologici l'uno dell'altro (Field, 1985, p. 445). »

«Anche gli adulti possono divenire sintonizzati l'uno con l'altro: Hinde definisce questo fenomeno come behavioural meshing (1976).»

«Il bambino del gruppo C è sofferente fin dall'inizio della Strange Situation (episodio 2) e lo è ancora di più quando è introdotto l'estraneo (episodio 3). L'allontanamento della madre attiva un intenso comportamento di attaccamento. Questi elevati livelli di ansia da separazione rendono difficile per questi bambini esplorare e apprendere dalle proprie scoperte. Di conseguenza il loro sviluppo cognitivo resta un poco indietro rispetto a quello dei bambini del gruppo A o del gruppo B. »

«ricordi  delle madri  di essersi sentite accettate da bambine dalle proprie madri erano collegati ad alti livelli di autostima ed erano particolarmente importanti rispetto alla loro capacità di allevare bambini con attaccamento siçuro. I loro bambini avevano livelli più alti di emozioni positive in confronto ai loro omologhi con attaccamento ansioso. »

«In questo processo si forma il "Sé", che Sullivan definisce come "ciò che uno porta se stesso a essere" e che è per la maggior parte il prodotto di ciò che gli altri conducono uno a essere:  "Il Sé è fatto di apprezzamenti riflessi". »

«Quando giunge a capire come e perché diventiamo malevoli, Sullivan rigetta l'idea che l'uomo sia essenzialmente cattivo o sadico. In accordo con le opinioni di coloro che mettono a fuoco l'importanza delle relazioni  umane,  egli crede che i bambini  diventino  "malevoli"  in seguito alle loro esperienze precoci.  Considerando in particolare l'invidia, egli scrive: Un fanciullo può scoprire che manifestare bisogno di tenerezza alle figure potenti che gli stanno intorno lo porta spesso a essere in posizione di svantaggio, o a entrare in ansia, o a essere preso in giro, e cosi via; insomma a provare, come si dice, un dolore (ma in certi casi il  dolore può essere proprio un dolore fisico). In queste circostanze il corso evolutivo cambia al punto che la percezione del bisogno di tenerezza porta una previsione di angoscia o di dolore. Il fanciullo impara  [. .. ] allora e mostra un'altra cosa:  questa cosa è l'atteggiamento fondamentale della malevolenza, cioè l'atteggiamento che si ha quando si vive tra nemici - il che non è molto dissimile dal vero. ( 1953 , p. 244) WR.D. Fairbairn »

«Sembrava evidente che nel suo disperato tentativo di mantenere il controllo su di sé, il signor Smith avesse inconsciamente adottato una difesa psicologica che la Klein aveva descritto come difesa "schizo-parangide". Essa è una configurazione psichica attraverso la quale l'indiiduo affronta inconsciamente la propria rabbia scindendo il proprio Io e i propri oggetti interni in parti "buone" e parti "c.IJ.U:e": poi, mentre si identifica con gli oggetti buoni, proietta i sentimem! distruttire· cattivi sull"'altro". Ciò produce un  "effetto boomerag" per il quale l"' altro"  viene sperimentato come un persecutore. »

«Il nucleo del dolore psicologico non è la colpa, ma la paura. La colpa è una forma di paura, ma origina nello stadio in cui il bambino inizia a socializzare ed è capace di realizzare gli effetti delle azioni sulle altre persone e la natura delle loro reazioni di collera e di condanna»

«Questo bisogno di essere importanti per qualcuno, sia pure un "altro" prodotto da un delirio, sembra essere nodale per l'esistenza psichica umana. Per quegli individui che non si sentono apprezzati per essere "buoni", essere "cattivi" è meglio che non essere nulla.»

«In questo modo le persone possono creare, sia nella loro mente sia nel loro ambiente, una realtà sociale che effettivamente confermi proprio i concetti che guidano i loro processi mentali.  »

«Uno di questi "falsi Sé" è quello dell"'accudente compulsivo", che affronta i propri bisogni reprimendoli e poi scindendoli per proiettarli sull'"altro", sotto forma di  bambino,  di partner o di paziente,  di cui può prendersi cura.  »

«Allo stesso modo, l'individuo con attaccamento insicuro, che non può mai sperimentare la reale soddisfazione di sentirsi "tutt'uno" con un altro, di fronte a minacce al suo senso di identità ricorrerà allo spostamento dei suoi sentimenti violenti su un bersaglio "sicuro" culturalmente approvato, come le donne, o gli ebrei, o proietterà i sentimenti che non riconosce come propri sugli "altri".» 

«Secondo Stern, l'empatia inizia con la comprensione di essere insieme con l'altro, con una identificazione con l'altro che egli descrive come "relazione intersoggettiva" o "sintonizzazione dell'affetto" che inizia ad avvenire attorno ai nove mesi di vita. Questo senso di essere insieme alla madre va di pari passo con una valutazione positiva dell'altro. Entrambi possono evolvere solo nel contesto di una relazione calda e amorevole tra il bambino e chi si prende cura di lui, e non in condizioni di ostilità e rifiuto da parte dei genitori. Il fatto che l'autostima elevata e l'empatia siano  collegate non è sorprendente, poiché l'empatia è in parte un'estensione del Sé alle altre persone. Come evidenzia Staub, "un concetto di sé povero rende più difficile estendere i confini del Sé in modi benevoli"  ( 1 984, p. 142). Razzismo,  nazionalismo  e pregiudizi ne  sono le inevitabili conseguenze. »

«Come doveva sottolineare Kohut, il bisogno di idealizzare un genitore origina dal bisogno di sentirsi "buoni" in virtù dell'appartenenza a una  relazione idealizzata.  Questo  spesso  è  un  tentativo  disperato  di compensare l'assenza di empatia o, come egli dice, di "rispecchìamento" nella diade bambino-caregiver: l'idealizzazione fornisce una seconda  opportunità  di  rendere buona  un'esperienza  infantile  potenzialmente deprivante.»

«Nei lontani anni Venti, due antropologi, Sapir e Whorf, divennero famosi per aver introdotto il concetto di "relatività linguistica". La loro ipotesi era che il linguaggio determinasse in gran parte il modo in cui è percepito il mondo. Gli esseri umani non vivono nel solo mondo oggettivo, né da soli nel mondo delle attività sociali, come normalmente si crede, ma sono grandemente alla mercé del particolare linguaggio che è diventato il mezzo di espressione della loro società. Ma in verità il "mondo reale" è inconsapevolmente costruito sulle abitudini linguistiche del gruppo.»

«le recenti scoperte nel campo della psichiatria e della psicologia hanno confermato non solo l'idea che il linguaggio determini il nostro modo di vedere la realtà, ma anche che esso sia intrinsecamente legato al nostro senso di identità: sta diventando evidente, sia in psicoterapia sia in psichiatria, tramite lo studio di pazienti bilingui, come il senso di sé sia intimamente legato alla lingua che si parla. »

«Il linguaggio materno e del gruppo di appartenenza determina non solo il modo in cui si sperimenta il mondo esterno, ma anche il modo in cui sperimentiamo noi stessi. »

«Un senso di sé debole e una bassa autostima, le loro origini dalla deprivazione, dalla perdita e dall'abuso, tutto  contribuisce alla violenza dell'uomo»

«Tutto ciò che  può ricordare la debolezza interna e il dolore va evitato, anche a costo di distruggere il Sé o di disumanizzare l'altro»

«la dottoressa King disse che secondo lei sentirsi "cattiva" era per Rachel l'unico modo per dare un senso al modo in cui sua madre e suo padre l'avevano trattata, gridò: "Vorrei che mi avesse odiato". Rachel espresse questo desiderio ripetutamente, o cercò di provocare questo sentimento nella terapeuta: avrebbe allora potuto rinunciare alla sua dolorosa lotta, convincersi che la terapia non avesse importanza e che la conclusione, già prevista fin dall'inizio, le importasse ancora meno.»

«Nel caso dell'abuso sessuale il danno alle relazioni d'attaccamento è aggravato dalla natura erotica dell'abuso: tutte le relazioni sono sessualizzate.»

«La dottoressa King aggiunse che lui non solo l'aveva  "scopata" ma aveva anche distorto ogni cosa, soprattutto la sua capacità di amare e di avere fiducia. »

«Esse hanno anche un irrazionale senso di colpa,  sintomo  che, come si ricorderà, ricorre nelle vittime di abuso sessuale nell'infanzia. »

«A differenza dal disastro naturale, che, per quanto terribile, può essere sperimentato come una sfida al genere umano, come un'occasione che la comunità ha per dimostrare il proprio valore, una catastrofe  causata  dall'uomo  suscita sentimenti di  "disumanizzazione" nella vittima, che vede se stessa come priva di valore, come un oggetto che gli altri possono gettare via. »

«le persone che sentono che la loro umanità è stata violata e non riconosciuta dagli altri introiettano quello svilimento del senso di sé in modi che danneggiano la loro capacità di guarire e anche di sperare" »

«Come  sottolinea  Janoff-Bulman,  l'idea  di  essere  invulnerabili, ("Non può capitare proprio a me! "), l'idea che il mondo abbia significato ("Ha senso") e, per molti, che si valga come persone, che si sia rispettabili, sono i tre presupposti inconsci che utilizziamo per affrontare la vita di tutti i giorni. La "sindrome da stress" descritta dal disturbo post-traumatico da stress può in gran parte essere attibuita al crollo degli  assunti di base  delle vittime su se stesse e sul loro mondo»

«lo stato di Israele aspira a dare ai suoi abitanti traumatizzati ciò di cui hanno bisogno. Sfortunatamente non si può dire altrettanto per quanto riguarda i suoi vicini palestinesi, che agli occhi di qualche israeliano tendono a essere identificati con i nazisti, con il risultato che la violenza una volta perpetrata sugli ebrei può ora essere riprodotta sugli arabi: le vittime di un tempo possono diventare i carnefici, come qualche volta effettivamente si verifica. »

«Gli adolescenti hanno bisogno di identificarsi con il gruppo dei pari per completare il passaggio dallo stato di dipendenza infantile dalla famiglia a quello dell'indipendenza adulta. Il gruppo dà all'adolescente un senso di appartenenza e di essere accettati e un senso di grande potere, se non di onnipotenza: questi vissuti derivano dal sentire di essere "noi", di essere tutti insieme nel gruppo e migliori di "loro", là fuori. »

«Le persone che reagiscono allo stress comportandosi come se nulla fosse avvenuto dissociano se stesse dalla realtà del proprio dolore, dal terrore o dall'umiliazione, ma a un prezzo: il Sé si scinde e il processo di dissociazione  diventa  parte  dell'identità  del paziente,  riattivandosi quando si deve dare seguito alla ripetizione di questo processo dissociativo la vittima risulta emotivamente impoverita e non può sperimentare la completa gamma di sentimenti nello stesso-stato-di consapevolezza. Ciò può portare a un passivo restringimento della consapevolezza e a una sempre  più  grave  incapacità  di  affrontare le realtà. »

«è possibile avanzare la supposizione che verrà il giorno in cui si scoprirà che l'uomo è unicamente un puro agglomerato di soggetti diversi, multiformi c indipendenti gli uni dagli altri. Robert L. Stevenson» 

«Insieme, il Fuhrer e il suo popolo hanno ricreato una versione vittoriosa degli aspetti "scissi" delle loro storie traumatiche, proiettando sulle loro vittime ebree tutto ciò che avevano odiato in se stessi e nei propri genitori. »

«Sembra che ci siano nel mondo molti uomini che hanno bisogno di detestare e violentare le donne e per i quali questo è l'unico mezzo per potersi sentire veramente uomini. Nella società patriarcale il Sé del maschio tende a contare sulla disumanizzazione dell'"altro" per sopravvivere»

«non esiste pornografia non perversa: tutto le faccende sessualmente eccitanti hanno come fine l'ostilità.»

«Le persone che lavorano con gli uomini che picchiano le mogli (come Jim Wilson o Adam Jukes in Gran Bretagna) credono che la violenza domestica derivi da due fattori: dall'autorità che l'uomo sente di avere sulla moglie e dalle prestazioni che si aspetta da lei.»

«Il potere consiste  appunto nell'infliggere la sofferenza e la mortificazione.»

«Il torturatore ha bisogno di tenere coperti gli occhi della sua vittima, perché se i loro occhi si dovessero incontrare, egli non sarebbe in grado di disumanizzarla con tanto successo.»

«per quanti anni di psicoanalisi uno possa aver effettuato, possono sempre intervenire reazioni difensive e di potenziale rifiuto verso i vissuti dolorosi o violenti di un paziente.»

«l'occasione di acquistare potere attraverso la tortura  legittima dell"'altro"  è una tentazione inconscia per coloro la cui vita è stata segnata da abuso e/o trascuratezza:  essa  dà alla  ex  vittima  una possibilità  di  vendicarsi, e questa volta con la benedizione dell'autorità. »

«La giustificazione, per qualsiasi ragione, dell'abuso come terapia dei malati mentali rende la psichiatria un facile strumento di tortura o di abuso di coloro che hanno un interesse personale nel controllare gli altri. »

«La direzione operativa della British Medicai Association ( 1991) conelude che la psichiatria ha una potenzialità di abuso intrinseca che, secondo psichiatri come Bloch e Reddaway, è "maggiore che in ogni altro campo della medicina" (1977). »

«fu un gruppo di medici nazisti vicini a Hitler a contribuire a persuaderlo che "vite non più degne di essere vissute" potessero essere sterminate, e che la guerra potesse  convenientemente  essere usata come paravento  per  un  segreto programma di eutanasia. Inoltre molti degli psichiatri coinvolti non erano membri del partito nazista. Le loro azioni avevano, secondo gli standard contemporanei, ragioni' puramente mediche, con una lunga e complessa storia. (1992, p. 2) Il modo in cui i medici tedeschi furono coinvolti nell'uccisione dei pazienti psichiatrici e di altri gruppi di disabili o di persone svantaggiate ci  fornisce infatti, sotto le spoglie della  competenza scientifica, un terribile esempio di abuso da parte della professione medica. »

«credere che le persone siano peccaminose o cattive ci permette di attribuire il bisogno di ferire l"'altro" a una necessità istintuale, e perciò scarsamente controllabile »

«Nello scimpanzé bonobo sembra che la sessualizzazione del legame di attaccamento abbia permesso il superamento del comportamento aggressivo e violento all'interno del gruppo.»

«De Waal crede, come Harlow (1974), che la violenza si manifesti nei primati solo quando falliscono gli sforzi in direzione della pace, come quelli sopra descritti. »

«In seguito ai risultati degli studi sullo sviluppo del bambino e sul comportamento dei primati, i ricercatori hanno iniziato a comprendere che l'intelligenza umana si è così tanto evoluta non per migliorare le abilità nella caccia, come si credeva un tempo, ma per migliorare l'interazione sociale.»

«Quando gli uomini hanno potuto parlare gli uni con gli altri, hanno potuto condividere le loro esperienze e fare progetti per il futuro; hanno potuto insegnare ai loro figli e dare senso al proprio mondo esterno e a quello  interno  attraverso  rappresentazioni  concettuali  sempre  più complesse. Questo scambio reciproco tra i processi di pensiero umano e le attività ambientali è ciò che si riferisce come "cultura": è il prodotto della mente umana nell'interazione con il suo ambiente. »

«Darwin non esita a sottolineare l'importanza di amore ed empatia nella genesi dell'altruismo; né tralascia di considerare che nell'uomo, diversamente  dagli  altri  animali,  lo  sviluppo  dell'empatia  sia influenzato moltissimo dal suo ambiente sociale, da quanto apprezzamento e quante critiche abbia egli stesso ricevuto. »

«Staub crede che il primo motore dell'altruismo sia il bisogno degli altri, e che l'aggressività violenta derivi dalla perdita o da una minaccia al senso di sé. Egli è uno dei pochi autori il cui lavoro nel campo della violenza comprenda la maggior parte degli argomenti qui esaminati: riconosce infatti l'importanza delle relazioni tra bambino e chi si occupa di lui per lo sviluppo dell'empatia e il suo ruolo nel ridurre la violenza (1984, pp.  141- 142); affronta anche il ruolo cruciale del Sé che nasce in una matrice culturale di gruppo che ha il costante bisogno di rinforzarsi a spese dell"'altro". Come egli dice, un senso di sé debole e una bassa autostima contribuiscono enormemente al sorgere della violenza umana. »

«Staub attribuisce anche molta importanza a come i bambini vengono cresciuti:  riferendosi  alla ricerca in  questo  campo,  indica  come il comportamento prosociale sia influenzato da: 
l) una combinazione di calore e accudimento genitoriali; 2) un saldo controllo da parte dei genitori in  modo che i bambini si comportino realmente secondo valori e regole importanti; 3) insegnamento "induttivo", che indichi cioè ai bambini le conseguenze del loro comportamento sulle altre persone. 
Quanto più i genitori e coloro che si occupano della socializzazione in altri ambiti, come la scuola, soprattutto nei primi anni scolastici, usano un simile schema, tanto più ci si può attendere nei bambini comportamento prosociale, sensibilità empatica e tendenze comportamentali di maggiore altruismo e minore aggressività. (1984, pp. 150- 151) »

«Invece la punizione implica il bisogno di sottomettere una certa indocilità intrinseca o un intento malvagio. La punizione gratuita abituale implica che i potenti hanno il diritto di esercitare arbitrariamente la loro volontà. I  bambini che sperimentano un simile trattamento facilmente assumono queste idee sui diritti dei potenti sui più deboli. Essi hanno pochi  motivi  per fidarsi  degli  altri e molti per  averne  paura.  Avendo scarsa influenza sul comportamento dei genitori, sono più inclini a sentirsi impotenti nell'influenzare più generalmente gli altri.  Le relazioni umane sono costruite in termini di potere, essere superiori o inferiori sono considerate condizioni sociali proprie del genere umano. »

«Reprimendo i propri ricordi dolorosi e i propri vissuti di rabbia contro i genitori, i soggetti prevenuti di Adorno sono giunti a identificarsi con il potere e ad abusare i deboli, facilmente percepiti come bersagli adatti per i propri sentimenti violenti.  »

«La disumanizzazione o "etnocentrismo" fanno dunque parte integrante della struttura di personalità "autoritaria" o dello "spettatore", che ha il disperato bisogno di rinforzare se stesso a spese dell"' altro", che sia una donna, un bambino o uno "straniero". In queste personalità la distinzione tra "loro" e "noi", con la concomitante necessità psicologica di vedere gli altri come stereotipi, sono essenziali per la sopravvivenza. Ne risulta che, benché gli estranei al gruppo siano in genere obiettivamente più deboli, i membri del gruppo li percepiscono come minacciosi e alla ricerca del potere, a causa dei sentimenti che queste persone prevenute proiettano su coloro che ritengono "diversi" »

«Paradossalmente, le  persone più danneggiate psicologicamente sono proprio quelle che più facilmente difendono quello stesso sistema che ha provocato le loro esperienze di abuso o di perdita. Qui la violenza può essere vista come la manifestazione reciproca di un sistema di attaccamento danneggiato: tramite il trauma, amore e odio tornano nuovamente a essere parenti stretti. »

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