lunedì 19 ottobre 2026

Note da "Il dono del silenzio" di Thich Nhat Hanh

 

«Essere vivi e camminare sulla terra è un miracolo, eppure la maggior parte di noi sta correndo come se esistesse un luogo migliore in cui andare.»

«La condizione essenziale perché possiamo sentire il richiamo della bellezza e rispondervi è il silenzio.»

«La nostra mente è piena di rumore, ecco perché non riusciamo a udire il richiamo della vita, il richiamo dell’amore.»

«Ansia, paura e incertezza relative a eventi futuri ci impediscono di sentire il richiamo della felicità.»

«Per essere davvero devi essere libero dal pensare, libero dalle ansie, libero dalla paura, libero dal desiderio.»

«Non abbiamo la libertà che ci consente di udire, e di vedere, e di essere semplicemente.»

«Era vero silenzio perché tutti avevano smesso di pensare»

«Un siffatto silenzio può definirsi silenzio tonante perché è eloquente e potente»

«Il silenzio è spesso descritto come l’assenza di suono, eppure è anche un suono molto potente»

«Bodhisattva è il termine buddhista per indicare qualcuno dotato di enorme compassione il cui compito nella vita è alleviare le sofferenze altrui»

«Secondo la tradizione buddhista Avalokitervara possiede la capacità di ascoltare ogni genere di suono. È anche in grado di emettere cinque diversi tipi di suono capaci di sanare il mondo. Se riesci a trovare il silenzio dentro di te sei in grado di sentirli.»

«Secondo i Veda, i più antichi testi indù, il verbo che crea il mondo è om. Nella tradizione vedica indiana tale suono rappresenta la realtà ultima, o Dio.»

«Se quello che stai sentendo è troppo sonoro, troppo rumoroso o contorto non è la voce del Buddha»

«Il tuo cuore ti sta chiamando. Il tuo cuore sta cercando di dirti qualcosa ma non sei ancora riuscito a sentirlo perché la tua mente è stata piena di rumore.»

«Siamo fisicamente al sicuro, la nostra fame viene saziata, abbiamo un tetto sopra la testa e una famiglia affettuosa, eppure riusciamo a preoccuparci costantemente.»

«Cosa vogliamo fare con la nostra vita? Questo è il punto. Siamo qui, ma perché siamo qui? Chi siamo, ognuno di noi individualmente? »

«La consapevolezza ti dona lo spazio e la quiete interiori che ti consentono di osservare in profondità, di scoprire chi sei e cosa vuoi fare con la tua vita.»

«Se riesci a essere qui, se riesci a essere libero, allora puoi essere felice proprio qui e ora. Non devi più correre.»

«La pratica della   molto semplice. Ti fermi, respiri e immobilizzi la mente. Torna a te stesso in modo da poter assaporareil qui e ora in ogni istante.»

«Se la nostra menteè affollata di parole e pensieri,non c’è spazio per noi.»

«In realtà la costanza del rumore perenne può diventare rassicurante.

«Ho l’impressione che molti di noi temano il silenzio. Stiamo sempre afferrando qualcosa – testo, musica, radio, televisione o pensieri – per riempire lo spazio. Se silenzio e spazio sono così importanti per la nostra felicità, perché non facciamo maggiormente posto per essi nella nostra vita?

«Possiamo sentirci soli persino quando siamo circondati da molte persone. Siamo soli insieme. C’è un vuoto dentro di noi. Non ci sentiamo a nostro agio con quel vuoto, quindi tentiamo di riempirlo o scacciarlo. La tecnologia ci fornisce numerosi congegni che ci permettono di «rimanere connessi». 

«Oggigiorno siamo sempre «connessi» ma continuiamo a sentirci soli.

«Di cosa abbiamo così paura? Possiamo provare un senso di vuoto interiore, un senso di isolamento, di infelicità, di irrequietezza. Possiamo sentirci tristi e non amati. Possiamo avere l’impressione che ci manchi qualcosa di importante. Alcune di queste sensazioni sono molto antiche e sono sempre state con noi, sotto tutto il nostro fare e pensare. Avere una miriade di stimoli ci rende facile distrarci da ciò che stiamo provando, ma quando c’è silenzio tutte queste cose si manifestano chiaramente.

«Il cibo sensoriale è quello che assumiamo con i nostri sensi e la nostra mente: tutto ciò che vediamo, odoriamo, tocchiamo, gustiamo e udiamo. Il rumore esterno rientra in questa categoria, per esempio conversazioni, intrattenimento e musica.

«Quando ascoltiamo musica, leggiamo un libro o prendiamo un giornale, di solito non è perché abbiamo davvero bisogno di quell’attività o di quelle informazioni. Spesso lo facciamo automaticamente, forse perché siamo abituati a farlo, oppure vogliamo «ammazzare il tempo» e riempire il disagevole senso di vuoto. Possiamo farlo per evitare di incontrare noi stessi. Molti di noi temono di tornare a sé stessi perché non sanno come gestire la sofferenza dentro di loro. Ecco perché cerchiamo perennemente di procurarci sempre più impressioni sensoriali da consumare.

«Siamo quello che sentiamo e percepiamo. Se siamo arrabbiati siamo la rabbia. Se siamo innamorati siamo l’amore. Se guardiamo un innevato picco di montagna siamo la montagna. Mentre sogniamo siamo il sogno.

«Ti ritrovi mai a guardare un orrendo programma televisivo, incapace di staccartene? I rumori rauchi e le raffiche di spari sono disturbanti, eppure non ti alzi per spegnere. Perché ti torturi in questo modo? Non vuoi concederti un po’ di tregua e chiudere le tue finestre sensoriali? Hai paura della solitudine, del senso di vuoto e isolamento che potresti scoprire quando ti ritrovi solo con te stesso?»

«Guardando un brutto programma televisivo siamo il programma televisivo. Possiamo essere qualsiasi cosa vogliamo, persino senza una bacchetta magica. Quindi perché apriamo le nostre finestre a film e programmi tv scadenti, pellicole realizzate da produttori amanti del sensazionalismo e in cerca di soldi facili, pellicole che ci fanno battere forte il cuore, che ci spingono a stringere le mani a pugno e ci lasciano stremati?»

«Anche la conversazione è un cibo sensoriale. Immagina di parlare con una persona piena di amarezza, invidia o bramosia. Durante la conversazione assimili l’energia della sua disperazione.»

«A volte, per la maggior parte di noi, giorni, intere settimane e persino mesi trascorrono in questo modo, come immersi nella foschia. Succede perché, in quei giorni, non siamo consapevoli della nostra intenzione.»

«Il tempo passa molto rapidamente; un giorno potremmo rimanere stupiti di scoprire che la nostra vita volge ormai al termine e non sappiamo cosa abbiamo fatto con tutto il tempo che abbiamo vissuto»

«Siamo così impegnati a fare «qualcosa» che raramente ci prendiamo un istante per osservare in profondità e interpellare i nostri più intimi desideri.»

«Quale che sia il tuo lavoro – che tu guidi una società, serva cibo, insegni o ti prenda cura degli altri – se vanti una forte e chiara comprensione del tuo scopo e di come il tuo lavoro sia collegato a esso, questo può costituire una potente fonte di gioia nella tua vita.»

«Quando rivolgiamo l’attenzione su determinati elementi della nostra coscienza li «consumiamo». Come i nostri pasti, ciò che consumiamo della nostra coscienza può essere sano e salutare oppure tossico.»

«Nella coscienza di ognuno c’è anche la capacità di provare ossessione, ansia, disperazione, senso di solitudine e autocommiserazione. Se consumi cibo sensoriale in modo da nutrire questi elementi negativi nella tua coscienza – se leggi tabloid, ti dedichi a giochi elettronici violenti, passi del tempo online invidiando quello che altri hanno fatto o ti impegni in una conversazione meschina – la rabbia, la disperazione o la gelosia diventano un’energia più forte nella tua coscienza.»

«Ciò che innaffiamo e consumiamo inconsciamente potrebbe palesarsi a noi nei nostri sogni. Può manifestarsi sotto forma di qualcosa che ci sfugge di bocca durante una conversazione, dopo di che ci chiediamo: «Da dove è mai uscito quello?!». Possiamo causare danni notevoli a noi stessi e alle nostre relazioni quando non prestiamo attenzione a ciò che stiamo assumendo e coltivando nella nostra mente»

«Quando ci circondiamo di persone dedite al comprendere e all’amare veniamo nutriti dalla loro presenza e i nostri semi di comprensione e amore vengono innaffiati. Quando invece ci circondiamo di persone che spettegolano, si lamentano e sono perennemente ipercritiche assorbiamo le loro stesse tossine»

«Se abitiamo in un quartiere colmo di violenza, paura, rabbia e disperazione consumiamo l’energia collettiva della rabbia e della paura anche non volendo. Se viviamo in un quartiere che è molto rumoroso, con clacson che strombazzano e allarmi che suonano, consumiamo quell’energia e quell’ansietà. »

«È molto più facile ottenere e apprezzare la quiete quando hai un ambiente che ti sostiene.»

«Magari siamo convinti di non causare alcun danno se stiamo solo pensando qualcosa, ma in realtà i pensieri che attraversano la nostra mente fuoriescono anche nel mondo. Proprio come una candela emana luce, tepore e profumo, il nostro pensare si manifesta in vari modi, compresi il nostro eloquio e le nostre azioni.»

«Se vuoi creare un’atmosfera più comunitaria, armoniosa, nel tuo posto di lavoro o comunità, non cominciare cercando di cambiare altre persone. La tua prima priorità dovrebbe essere quella di trovare il tuo quieto spazio interiore così da poter apprendere più cose su te stesso. Ciò include l’arrivare a conoscere e capire la tua sofferenza»

«Se riesci a prenderti soltanto qualche minuto per calmare il tuo corpo,i tuoi sentimenti e le tue percezioni in questo modo, la gioia diventa possibile. La gioia della vera quiete diventa un quotidiano cibo risanatore»

«Ti limiti a camminare e, mentre ti concentri sul camminare, gioia e consapevolezza arrivano naturalmente.»

«Era vero silenzio perché tutti avevano smesso di pensare»

«Nella vita quotidiana molti di noi passano la maggior parte del tempo cercando comfort – comfort materiali e comfort affettivi – allo scopo di sopravvivere semplicemente. Sono quelle che potremmo definire le preoccupazioni quotidiane. Siamo angustiati dalle nostre preoccupazioni quotidiane: come procurarci abbastanza denaro, cibo, riparo e altre cose materiali.»

«Stiamo cercando qualcosa su cui contare.»

«Siamo fisicamente al sicuro, la nostra fame viene saziata, abbiamo un tetto sopra la testa e una famiglia affettuosa, eppure riusciamo a preoccuparci costantemente.»

«Ognuno di noi ha una preoccupazione ultima che non ha nulla a che vedere con questioni materiali o affettive. Cosa vogliamo fare con la nostra vita? Questo è il punto. Siamo qui, ma perché siamo qui? Chi siamo, ognuno di noi individualmente? Sono domande a cui di solito non abbiamo (o non troviamo) il tempo di rispondere.»

«Il silenzio è essenziale. Abbiamo bisogno di silenziotanto quanto abbiamo bisogno di aria,tanto quanto le piante hanno bisogno di luce.Se la nostra menteè affollata di parole e pensieri,non c’è spazio per noi.»

«Oggigiorno siamo sempre «connessi» ma continuiamo a sentirci soli. Controlliamo le email in entrata e i siti dei social media più volte al giorno. Spediamo per email o postiamo un messaggio dopo l’altro. Vogliamo condividere, vogliamo ricevere. Ci affaccendiamo tutto il giorno nel tentativo di connetterci.»

«Avere una miriade di stimoli ci rende facile distrarci da ciò che stiamo provando, ma quando c’è silenzio tutte queste cose si manifestano chiaramente.»

«Non stupisce che spesso non abbiamo posto per bellezza e silenzio nella nostra coscienza: ci stiamo riempiendo costantemente di moltissimi altri tipi di cibo.»

«La nostra consapevolezza è la chiave della nostra protezione. Senza protezione assorbiamo di gran lunga troppe tossine. Senza rendercene conto ci riempiamo di suoni tossici e coscienza tossica che ci fanno stare male. »

«Con la protezione della nostra consapevolezza siamo in grado di rimanere sani e al sicuro e di assumere solo i nutrimenti che ci aiutano a prosperare.»

«Il cibo sensoriale è quello che assumiamo con i nostri sensi e la nostra mente: tutto ciò che vediamo, odoriamo, tocchiamo, gustiamo e udiamo. Il rumore esterno rientra in questa categoria, per esempio conversazioni, intrattenimento e musica. Anche ciò che leggiamo e le informazioni che assorbiamo sono cibo sensoriale.»

«il cibo sensoriale che consumiamo influisce su ciò che proviamo. Possiamo sfogliare una rivista o navigare su Internet, guardare fotografie e ascoltare musica. Vogliamo connetterci ed essere informati. Vogliamo divertirci. Questi sono ottimi motivi per consumare cibo sensoriale, ma spesso il nostro vero scopo in quei momenti è semplicemente fuggire da noi stessi e mascherare la sofferenza interiore.»

«Molti di noi temono di tornare a sé stessi perché non sanno come gestire la sofferenza dentro di loro. Ecco perché cerchiamo perennemente di procurarci sempre più impressioni sensoriali da consumare.»

«Molti di noi lasciano le loro finestre sempre aperte, permettendo alle visioni e ai suoni del mondo di invaderci, penetrare in noi e accrescere la sofferenza nel nostro sé triste, afflitto.»

«Il rumore nella nostra testa e tutt’intorno a noi sovrasta la «quieta vocina» interiore. Siamo così impegnati a fare «qualcosa» che raramente ci prendiamo un istante per osservare in profondità e interpellare i nostri più intimi desideri.»

«Molte persone che possiedono un sacco di denaro e potere non sono felici, si sentono piuttosto sole. Non hanno il tempo di vivere la vita in modo autentico.» 

«Se disponi dello spazio e del silenzio per ascoltarti a profondamente potresti trovare dentro di te un intenso desiderio di aiutare gli altri, di portare amore e compassione ad altri, di generare una trasformazione positiva nel mondo.»

«Anche se intraprendiamo un digiuno sensoriale, escludendo rumori e input esterni, stiamo comunque consumando una potente fonte di cibo: la nostra coscienza.»

«Come i nostri pasti, ciò che consumiamo della nostra coscienza può essere sano e salutare oppure tossico. Per esempio, quando abbiamo un pensiero crudele o irato e lo rivisitiamo più e più volte mentalmente stiamo consumando coscienza tossica. Se notiamo la bellezza della giornata o ci sentiamo grati per la nostra buona salute e l’amore di quanti ci circondano stiamo invece consumando coscienza salutare.»

«nella coscienza di ognuno c’è anche la capacità di provare ossessione, ansia, disperazione, senso di solitudine e autocommiserazione. Se consumi cibo sensoriale in modo da nutrire questi elementi negativi nella tua coscienza – se leggi tabloid, ti dedichi a giochi elettronici violenti, passi del tempo online invidiando quello che altri hanno fatto o ti impegni in una conversazione meschina – la rabbia, la disperazione o la gelosia diventano un’energia più forte nella tua coscienza. »

«Se viviamo in un quartiere che è molto rumoroso, con clacson che strombazzano e allarmi che suonano, consumiamo quell’energia e quell’ansietà.»

 «Il respiro consapevole è un buon modo di nutrire corpo e mente con consapevolezza. Dopo un respiro consapevole o due potresti provare un minore desiderio di rimpinzarti o distrarti»

«Quando sei seduto tranquillamente puoi osservare come i tuoi pensieri irrompano rapidi, e puoi praticare il non rimuginarvi sopra ma lasciarli invece andare e venire mentre ti concentri sul tuo respiro e sul silenzio interiore.»

«Dieci o venti secondi non sono un lungo lasso di tempo. Un unico impulso nervoso, un unico potenziale di azione, richiede solo un millisecondo. Concederti venti secondi significa concederti ventimila millisecondi per fermare il treno galoppante dei pensieri. Volendo puoi concederti persino più tempo.Durante quel breve intervallo temporale puoi sperimentare la beatitudine, la gioia, la felicità di fermarti. Durante quella pausa il tuo corpo è in grado di risanarsi. Anche la tua mente ha la capacità di risanarsi»

«Mentre cammini, mentre sei sdraiato, mentre lavi i piatti, mentre spazzoli i denti puoi sempre dedicarti alla pratica di offrire a te stesso questo ampio e tiepido abbraccio di silenzio.»

«Silenzio non significa semplicemente non parlare.»

«all’inizio di ogni pasto dovremmo rammentare a noi stessi di mangiare solo il nostro cibo e non i nostri pensieri. Pratichiamo il riservare tutta la nostra attenzione al mangiare. Non c’è nessun pensare, ci limitiamo a trasferire la nostra consapevolezza sul cibo e sulle persone intorno a noi.»

«Nasce la felicità mentre diventiamo maggiormente consapevoli delle tante meraviglie a nostra disposizione.»

«Il non parlare, di per sé, riesce già a generare un livello significativo di pace.S e riusciamo anche a offrire a noi stessi il più profondo silenzio del non pensare possiamo trovare, in quella quiete, una magnifica leggerezza e libertà.»

«La vera pratica della consapevolezza non richiede una meditazione seduta o l’osservare le forme esterne della pratica. Comporta di guardare a fondo e trovare la quiete interiore. Se non riusciamo a fare questo non possiamo prenderci cura delle energie di violenza, paura, codardia e odio dentro di noi.»

«A volte ci leghiamo a sogni grandi ma essenzialmente vuoti, forse perché siamo così impegnati ad arrivare semplicemente in fondo alla giornata che non pensiamo di potere davvero vivere in base ai nostri desideri più profondi e genuini.»

«Ogni respiro e ogni passo possono rappresentare una componente concreta della trasformazione in realtà dei nostri sogni autentici. Se invece seguiamo i sogni prefabbricati che le persone ci vendono, sacrifichiamo il tempo prezioso a noi donato per vivere e amare in favore di vuote ambizioni senza nessun vero significato. Possiamo anche vendere la nostra vita intera per cose così.»

«Molte persone giungono a una triste consapevolezza, al riguardo, quando sono sul letto di morte o in età avanzata. Hanno conseguito la ricchezza e la fama tanto agognate ma non hanno mai avuto il tempo e lo spazio per godersi la vita, per instaurare un rapporto con le persone amate. Sono state costrette a continuare a correre ogni giorno solo per tenersi aggrappate allo status raggiunto.»

«Succede spesso che, quando sei più felice e più in pace, la qualità del tuo lavoro migliora.»

«Fermarsi riconnette il corpo e la mente, di nuovo al qui e ora. A quel punto è possibile essere consapevole di ciò che sta succedendo dentro e intorno a te.»

«Focalizzandoti sul modo in cui il tuo respirare si abbina ai movimenti fisici delle tue attività quotidiane puoi vivere con consapevolezza invece che nella smemoratezza.»

«Esattamente come ogni altra cosa al mondo i tuoi pensieri sono impermanenti. Se non afferri un pensiero, quest’ultimo affiora, rimane per un po’ e poi scompare.»

«Riconoscere pensieri e desideri, permettere loro di andare e venire, ti dà spazio per nutrire te stesso oltre che per entrare in contatto con le tue più profonde aspirazioni.»

«Il nostro bisogno di essere perennemente riempiti da questa o quella cosa è oggi la malattia collettiva degli esseri umani.»

«Dopo che consumiamo in quel modo, nel tentativo di escludere o mascherare sensazioni spiacevoli, in un certo senso finiamo semplicemente per provare un senso di solitudine, di rabbia e di disperazione ancora più forti.»

«Dobbiamo smettere di consumare cibo sensoriale come reazione al bisogno compulsivo di evitare noi stessi»

«Lasciar andare implica il lasciar andare qualcosa. Il qualcosa a cui ci stiamo tenendo aggrappati potrebbe essere semplicemente un parto della nostra mente, un’illusoria percezione di una certa cosa e non la sua realtà. Tutto è un oggetto della nostra mente e viene colorato dalla nostra percezione. Ti fai un’idea e, prima di rendertene conto, ti sei attaccato a essa. Potresti avere paura a causa dell’idea a cui stai credendo. Potresti persino sentirtene nauseato. Forse quell’idea reca una messe di infelicità e preoccupazioni, e a te piacerebbe essere libero.»

«Il retto pensare porta buoni frutti. In genere il 90 per cento o più dei nostri pensieri non costituisce un retto pensare, si limita a farci girare continuamente in tondo senza condurci da nessuna parte. Più riflettiamo in quel modo e più dispersione e agitazione arrechiamo alla nostra mente e al nostro corpo. Un pensare di tal genere non risolve alcun problema.»

«Dobbiamo concedere una tregua alla nostra coscienza mentale e permettere alla coscienza deposito di cercare una soluzione. Dobbiamo «togliere dal volante le nostre mani» intellettuali ed emotive e affidare la questione, la sfida, alla nostra coscienza deposito, proprio come quando, piantando un seme, dobbiamo affidarlo alla terra e al cielo. La nostra mente pensante, la nostra coscienza mentale, non è il terreno, è soltanto la mano che pianta i semi e coltiva la terra praticando la consapevolezza di ogni cosa che stiamo facendo mentre viviamo la nostra giornata. La nostra coscienza deposito è il terreno fertile che aiuterà il seme a germinare.»

«La coscienza deposito lavora mentre noi dormiamo. Lavora mentre camminiamo, mentre respiriamo, se non permettiamo al nostro pensare di interferire nel procedimento. Poi, un giorno, appare la soluzione,»

«Abbiamo bisogno di esercitarci nella meditazione in modo da poter affidare le nostre domande, le nostre difficoltà, alla coscienza deposito. »

«Uno, due o alcuni giorni dopo dal terreno spunta una soluzione e noi lo definiamo un momento di risveglio, un momento di illuminazione.»

«Quando rinunciamo alle nostre idee, pensieri e concetti facciamo spazio per la nostra vera mente.»

«Soltanto quando l’oceano è calmo e quieto riusciamo a vedere la luna che vi si riflette.»

«Il silenzio è fondamentalmente qualcosa che giunge dal cuore, non da un insieme di condizioni al di fuori di noi. Vivere in un luogo di silenzio non significa non parlare mai, non impegnarsi mai né fare cose; significa semplicemente che non siamo disturbati dentro, che non c’è un costante chiacchiericcio interiore. Se siamo davvero in silenzio non importa in quale situazione ci ritroviamo, possiamo goderci la soave spaziosità del silenzio.»

«Così come il silenzio interiore non richiede il silenzio esterno, la solitudine non deve necessariamente significare che intorno a te non c’è nessuno. Ti rendi conto del profondo significato dell’essere solo quando sei saldamente insediato nel qui e ora, e sei consapevole di cosa sta succedendo nel momento presente. Usi la tua consapevolezza per accorgerti di ogni sensazione, ogni percezione che hai. Sei consapevole di cosa sta accadendo intorno a te ma rimani anche pienamente presente dentro di te; non perdi te stesso in favore delle condizioni circostanti. Quella è autentica solitudine.»

«Alcune persone sembrano sempre silenziose ma non lo sono davvero. Si trovano semplicemente altrove; non sono davvero presenti e disponibili alla vita, a sé stesse o a te. Altre sfoggiano un atteggiamento che la dice lunga persino quando tengono la bocca chiusa.»

«il nobile silenzio promuove la comprensione e la compassione.»

«Qualcuno potrebbe pensare che il silenzio sia una forma di debolezza o un ritrarsi dal mondo, ma esso racchiude un’enorme forza. »

«Abbiamo bisogno dell’amore per riuscire nella nostra pratica di illuminazione? La risposta è sì. Il ruolo dell’affetto nella crescita di un bambino è estremamente importante. E anche il ruolo dell’affetto nella crescita della conoscenza e delle comprensione è molto importante.»

«Il Re della Medicina vedeva che intorno a lui c’erano enorme sofferenza, povertà e crudeltà. Come offerta si versò addosso dell’olio profumato, si diede fuoco e si lasciò bruciare dalle fiamme. Il corpo del bodhisattva impiegò milioni di anni a bruciare, e durante quel lasso di tempo fu istruttivo. Per chiunque lo vedesse, il suo corpo che bruciava era un silenzioso memento di cosa lui fosse disposto a sacrificare.»

«Quando i monaci vietnamiti si davano fuoco stavano cercando di inviare un messaggio silenzioso, di inviarlo il più forte possibile, perché fino a quel momento nessuno aveva ascoltato le grida di aiuto di quanti stavano soffrendo. Quei monaci stavano cercando di dire, tramite le azioni invece che le parole, che in Vietnam regnavano repressione, discriminazione e sofferenza. Utilizzarono il proprio corpo come una torcia nel tentativo di suscitare consapevolezza di quella sofferenza.»

«È solo quando sei libero e in grado di vedere te stesso in molte forme, non soltanto in questo corpo, che puoi avere il coraggio e la saggezza di offrirti come torcia vivente.»

«Thich Quang Duc non era così. Voleva vivere. Voleva che i suoi amici e altri esseri viventi vivessero. Amava essere vivo. Era sufficientemente libero, però, per offrire il proprio corpo allo scopo di far arrivare il messaggio «Stiamo soffrendo e abbiamo bisogno del vostro aiuto». A causa dell’enorme compassione dentro di lui riuscì a rimanere seduto immobile nel fuoco, perfettamente concentrato. Rammentai al dottor King che quando Gesù morì sulla croce scelse di morire a beneficio di altri, non per disperazione bensì per desiderio di aiutare. Era esattamente ciò che voleva fare Thich Quang Duc. Commise quell’atto non per disperazione ma per speranza e per amore, usando il proprio corpo per modificare una situazione disperata.»

«Prima di mangiare prenditi qualche istante per sederti, sentire il tuo peso sostenuto dalla sedia (o dal terreno), placa il tuo pensare e contempla il cibo e le sue fonti. La terra, il sole, la pioggia, la fatica e molte condizioni favorevoli si sono combinate affinché il tuo cibo potesse esserti portato. Sii consapevole di come sei fortunato ad avere del cibo da mangiare quando così tante persone hanno fame.Quando ti siedi a goderti un pasto insieme ad altri, rivolgi la tua consapevolezza sul cibo e sulle persone con cui ti trovi. Questa può essere un’occasione assai gioiosa di autentica comunione.»

«Il silenzio consente ascolto profondo e risposta consapevole, le chiavi per una comunicazione totale e sincera.»

«Ognuno di noi vuole che la persona amata ci capisca, certo, ma dobbiamo anche avere la capacità di comprenderla davvero.»

«Quando le nostre parole sono pronunciate con compassione, basate sull’amore e sulla consapevolezza di essere legati gli uni agli altri, allora il nostro discorso può definirsi retto discorso.»

«Prima di tutto, se non abbiamo ascoltato a fondo noi stessi non possiamo ascoltare a fondo gli altri.»

«Solo quando siamo riusciti a fare spazio dentro di noi possiamo aiutare davvero gli altri.»

«Se crei lo spazio dentro di te scoprirai che le persone, anche quelle che magari ti hanno evitato (la tua figlia adolescente, il partner o la partner con cui hai litigato, un tuo genitore) vorranno venire a starti vicino.»

«Se stai praticando da solo, creando spazio e quiete dentro di te, gli altri saranno attratti dalla tua spaziosità.»

«Questa è la virtù della non-azione. Smettiamo di pensare, riportiamo la nostra mente al nostro corpo e diventiamo davvero presenti.»

«Avere lo spazio per ascoltare con compassione è fondamentale per essere un vero amico, un vero collega, un vero genitore, un vero partner. Una persona non ha bisogno di essere un professionista della salute mentale per ascoltare rettamente. In realtà molti terapisti non lo sanno fare perché sono colmi di sofferenza. Studiano psicologia per diversi anni e sanno una miriade di cose sulle tecniche, ma nel cuore racchiudono una sofferenza che non sono stati in grado di sanare o trasformare, oppure non sono stati in grado di offrire a sé stessi gioia e gioco sufficienti per compensare tutto il dolore che assimilano dai loro clienti, quindi non hanno lo spazio per aiutare in maniera efficace.»

«Prenditi il tempo, ogni giorno, di ascoltare con compassione il tuo bambino interiore, di ascoltare le cose dentro di te che stanno strepitando per farsi sentire. A quel punto saprai ascoltare gli altri.»

«Nel buddhismo il suono della campana è considerato la voce del Buddha. Smetti di parlare. Smetti di pensare. Torna al tuo respirare. Ascolta con tutto il tuo essere.»

«Coloro che praticano in tal modo la respirazione con una campanella riescono ad assaporare molta pace e armonia insieme. Questo è ciò che definisco autentica civiltà. »

«Visto che noi siamo qui, vivi, i nostri antenati continuano a vivere in noi»

«Hanno trasmesso sé stessi a noi, con i loro talenti, le loro esperienze, la loro felicità, la loro sofferenza.»

«Sono pienamente presenti in ogni cellula del nostro corpo. Nostra madre, nostro padre, sono dentro di noi. Non possiamo separarli da noi.»

«Se ogni giorno pratichiamo in silenzio per qualche tempo, anche se si tratta solo di pochi minuti, siamo molto meno inclini a finire invischiati nelle parole. A nostro agio con la pratica del silenzio siamo liberi come un uccello, in contatto con l’essenza profonda delle cose.»

«Se decidi di svolgere un’unica attività solitaria nell’autentico silenzio, che si tratti di trovarsi in auto, preparare la colazione o fare il giro dell’isolato a piedi, fornirai a te stesso una pausa dal costante flusso di stimoli.»

«Quando sei presente e consapevole riesci a notare quando la persona che ami soffre. In quel momento pratica a fondo per essere pienamente presente, poi vai da lei e pronuncia il terzo mantra: «Tesoro, so che soffri, ecco perché sono qui per te».

«Nel vero amore non c’è posto per l’orgoglio. Se l’orgoglio è ancora lì sai di dover praticare per trasformare il tuo amore in vero amore.»

«Per manifestare la nostra vera natura dobbiamo fermare la costante conversazione interna che occupa tutto lo spazio dentro di noi.»

«Con l’atto di inspirare consapevolmente entri in te. Il tuo corpo sta respirando, e il tuo corpo è la tua casa. In ogni respiro puoi tornare a te stesso.»

«Puoi avere dentro di te parecchia tristezza, rabbia o senso di solitudine. Quando ti connetti alla tua inspirazione ed espirazione puoi entrare in contatto con quei sentimenti senza timore di restarne prigioniero.»

«Ogni respiro, ogni passo, ogni azione fatti in consapevolezza ti forniranno sostentamento.»

Svegliandomi, stamattina, sorrido. Ventiquattro ore nuove di zecca sono dinnanzi a me. Giuro di viverle a fondo e di imparare a guardare ogni cosa intorno a me con gli occhi della compassione.»

«Le persone sono estremamente indaffarate. Veniamo sempre strappati via dal momento presente. Non abbiamo nessuna chance di vivere davvero la nostra vita. La consapevolezza può prenderne atto. Quella è già un’illuminazione. »

Lasci andare, ottieni la libertà. E con quel tipo di libertà, con quel tipo di lasciar andare, la guarigione diventa possibile. La vita diventa possibile. La gioia diventa possibile.»

«Sei il re o la regina che decide. Cammini perché è tua intenzione camminare, e in ogni passo hai la libertà.»

«Se pensi, il pensare può sottrarti il camminare. Non parli perché il parlare può sottrarti il camminare.»

«quando lavi i piatti dopo cena è come li lavi che determina se quello è un lavoro ingrato o un momento di vita autentica. Esiste un modo di lavare i piatti che ti aiuta a godere di ogni minuto. Quando pulisci il pavimento, quando prepari la colazione, se lo sai fare in consapevolezza quella è vita, non lavoro.»

«Se portiamo consapevolezza in ogni parte della nostra giornata, cinque minuti alla volta, la nostra immaginaria divisione fra vita e lavoro scompare, e ogni parte della nostra giornata è tempo per noi stessi.»

«Abbiamo una naturale tendenza a voler fuggire dalla sofferenza, ma senza sofferenza non possiamo svilupparci pienamente come esseri umani.»

Soffrire è molto importante. Dobbiamo imparare a riconoscere e persino ad abbracciare la sofferenza, mentre la nostra consapevolezza di essaci aiuta a crescere.»

«In tutto il globo avvengono quotidianamente disastri naturali e non naturali: tsunami, incendi, carestie, guerre. Bambini innocenti muoiono ogni giorno a causa della mancanza di acqua pulita o cibo o medicinali. Siamo collegati a queste sofferenze, persino se non le sperimentiamo direttamente. Quando muoiono quel bimbo, quella donna anziana, quel giovane o quella giovane, in un certo senso stiamo morendo anche noi. Eppure, al contempo, naturalmente siamo ancora vivi, quindi ciò significa che in un certo senso sono ancora vivi anche loro. Questa è una meditazione. Comprendere questa profonda verità può aiutarci a sviluppare la nostra volizione, il nostro desiderio di vivere in un modo che possa aiutare anche altri a rimanere in vita.»

«Praticare la solitudine significa praticare l’essere in questo singolo momento, non prigioniero del passato, non trascinato via dal futuro, e soprattutto non trascinato via dalla folla. Non devi isolarti nella foresta. Puoi vivere con le persone, andare in drogheria, camminare insieme ad altri, e puoi comunque godere del silenzio e della solitudine. »

«È perché sei a tuo agio nella solitudine che puoi essere in comunione con il mondo.»

«L’energia abitudinale è l’energia inconscia che ci spinge a reiterare lo stesso comportamento migliaia di volte.»

«Non vogliamo pronunciare quel commento o fare quella cosa, eppure quando ci ritroviamo in una situazione di tensione diciamo o facciamo proprio ciò che sappiamo si rivelerà distruttivo. Perché? Perché è più forte di noi. L’energia abitudinale ci spinge costantemente. Ecco perché la pratica consapevole mira a liberarcene.»

«Il Buddha ha affrontato molto chiaramente la questione. «Non tormentarti riguardo al passato», ha detto, «perché il passato non è più. Non preoccuparti del futuro perché il futuro non è ancora arrivato. C’è soltanto un unico momento in cui puoi essere vivo, ed è il momento presente. Torna al momento presente e vivilo a fondo, e sarai libero.»

«Non possiamo essere felici senza spazio per il silenzio»

«Alla fin fine non c’è nessuna linea divisoria tra interno ed esterno.»

«Entrando profondamente in contatto con l’interno entri in contatto anche con l’esterno e viceversa. »

«L’ascolto profondo porta alla comprensione. La comprensione porta a una maggiore connessione.»

«Di solito ci limitiamo a biasimare l’altra persona, ma in qualsiasi rapporto entrambi i partner sono corresponsabili della direzione che esso imbocca. Nessuno dei due sa nutrire l’amore e la felicità.»

«E ogni qualvolta aiutiamo qualcuno a soffrire meno, la nostra felicità aumenta.»

«Seduto insieme con gli amici non hai bisogno di dire nulla. Se avete comprensione e riuscite a godere della vera presenza che vi offrite a vicenda, questo è sufficiente.»

La vera solitudine giunge da un saldo cuore che non si lascia trascinare dagli strattoni della folla né da dispiaceri riguardo al passato, preoccupazioni riguardo al futuro, o eccitazione o stress riguardo al presente»

La cosa più preziosa che possiamo donarci a vicenda è la nostra presenza, che contribuisce all’energia collettiva di consapevolezza e pace. Possiamo stare seduti per coloro che non possono stare seduti, camminare per coloro che non possono camminare, e creare quiete e pace dentro di noi per persone che non hanno alcuna quiete o pace.»

«Sanare sé stessi e allo stesso tempo sanare il mondo è davvero possibile con ogni passo risvegliato, con ogni respiro risvegliato»

«Se tutti fermano il pensare e respirano insieme con consapevolezza, automaticamente non siamo più individui isolati, siamo un collettivo gioioso.»

«Quando permettiamo al nostro corpo di rilassarsi e permettiamo all’energia collettiva della consapevolezza e della concentrazione di entrare, la guarigione può avvenire facilmente»

«Possiamo essere felici proprio ora. Possiamo avere pace e gioia in questo preciso istante. Anche se siamo stati inquieti per tutta la vita e ci rimangono soltanto due minuti prima di morire, in quel lasso di tempo possiamo fermare i nostri pensieri, fare respiri consapevoli e trovare immobilità e pace. »

«La non-azione è, in realtà, anch’essa azione.»

«Il buddhismo, d’altra parte, nutre un certo rispetto per la «mancanza di scopo» illuminata. Quella dottrina dice che non devi mettere qualcosa davanti a te e inseguirlo, perché tutto si trova già dentro di te.»

«Qualsiasi cosa tu stia facendo, che sia innaffiare il giardino, spazzolare i denti o lavare i piatti, vedi se puoi farlo in un modo che sia «privo di scopo».»

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